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ARTE, GREEN E ITALIANITÀ: COME D’AMICO RACCONTA SE STESSA

Guardando al futuro comunicando i propri valori

 

ABOUT D’AMICO

L’azienda, tra le principali in Italia specializzate nella produzione di conserve alimentari, produce sottoli, sottaceti, olive, condimento per riso, sughi pronti, pesti e legumi.

Nel corso degli anni si è contraddistinta per gli elevati standard qualitativi nei processi e nei servizi, l’accurata selezione delle materie prime, la costante ricerca di nuovi prodotti e gli innovativi metodi di produzione e lavorazione.

Nata nel 1968 per volere di Francesco e Mario D’Amico, si è fatta conoscere con la produzione delle “Alici della Costiera Amalfitana” e successivamente con ortaggi, funghi e olive. Oggi alla terza generazione.

Dapprima focalizzata nel centro-sud, D’Amico nel 2011 si è espansa nel nord Italia con l’acquisizione dei marchi Logrò e Montello, per poi rafforzare la presenza nel mondo della ristorazione con HDS SpA, azienda di distribuzione presente nel canale Ho.Re.Ca. e ingrosso.

 

MARIA D’AMICO

Dopo aver conseguito la laurea in Economia e Gestione d’Impresa presso l’Università di Salerno e una specializzazione con il master in Retail and brand management dell’ADM presso l’Università di Parma, Maria D’Amico da  sei anni è Marketing Manager del Gruppo D’Amico, azienda di famiglia. Nel 2020 è entrata a far parte del Consiglio Direttivo dei Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno con la delega in marketing e comunicazione.

 

INTERVISTA

ARTE, GREEN E ITALIANITÀ: COME D’AMICO RACCONTA SE STESSA

Guardando al futuro comunicando i propri valori

Per iniziare, una domanda alla manager, a prescindere da D’Amico: come vede il marketing alimentare del 2021? Cambierà qualcosa rispetto al passato? Cosa?

Il marketing del futuro, come già riscontrato nel periodo della pandemia, sarà concentrato su attività online legate a nuove abitudini di acquisti e consumo. Infatti i touchpoint digitali, rispetto a quelli tradizionali, saranno il focus per concentrare le esperienze e le emozioni del consumer. Inoltre, sarà un marketing sempre più personalizzato e le attività di comunicazione delle aziende saranno più customizzate e si concentreranno su precisi cluster da intercettare e raggiungere.

Considerando invece lo scenario attuale del settore agroalimentare, il contesto economico e i progetti di rilancio del Paese, è importante che le imprese facciano rete per ottimizzare i risultati e ricevere maggiormente l’attenzione delle Istituzioni verso alcune tematiche quali, per esempio, le infrastrutture, la banda larga, l’aumento del costo delle materie prime, la sostenibilità, l’ambiente e la formazione dei giovani.

Le istituzioni dovrebbero essere più pragmatiche e accompagnare in questo cammino le imprese affinché ci sia un effettiva ripresa e crescita di tutto il sistema Paese. Per facilitare il rilancio dell’economia è necessario sburocratizzare tutta una serie di normative che sono lunghe e complesse. Specialmente in questo momento così delicato il supporto al Made in Italy è fondamentale e andrebbe incentivato ulteriormente con agevolazioni e normative che rafforzino l’export. Il Made in Italy deve essere difeso soprattutto dal fenomeno del cosiddetto “Italian Sounding”, perché il falso prodotto italiano ostacola l’economia nazionale e sono necessari interventi affinché i nostri beni abbiano dei riconoscimenti sicuri e validi a livello internazionale.

In questo panorama, la comunicazione di un’azienda food che ruolo ha e come si deve evolvere per essere efficace? Su cosa deve puntare maggiormente: i prodotti, i valori aziendali, la sostenibilità, oppure altro? 

È importante che nessuno di questi aspetti venga tralasciato. La comunicazione è infatti ciò che ci permette di trasmettere al meglio i valori che da sempre ci rappresentano come la vicinanza e l’attenzione al territorio e al sociale, la cultura, l’arte, la qualità del Made in Italy e la varietà e tipicità degli ingredienti che proponiamo.

Partecipiamo sempre con entusiasmo alle iniziative destinate a sostenere il patrimonio artistico, culturale e architettonico che l’Italia ha la fortuna di accogliere. Infatti abbiamo sostenuto, tramite una donazione di 100.000 euro, un progetto di tutela del Tempio di Nettuno all’interno del Parco Archeologico di Paestum, uno dei monumenti archeologici più importanti al mondo e iscritto al patrimonio UNESCO. L’ultimissimo progetto in questo ambito è avvenuto l’anno scorso tramite un’affissione al restauro conservativo della Chiesa di Santo Spirito alla città di Napoli.

Oltre a questo, ci impegniamo a valorizzare i giovani talenti. È in quest’ottica che è nata ad aprile dalla collaborazione con la guida 50 Top Italy la prima edizione del contest “Panino Veggie Style – l’altra faccia del panino” rivolto ai giovani professionisti della ristorazione con meno di 35 anni a cui è stato chiesto di realizzare, con creatività e rispetto delle materie prime, un panino senza carne. Il vincitore sarà premiato entrando nel team aziendale e diventando brand Ambassador di D’Amico per un anno, vivendo così l’azienda a 360 gradi. Inoltre, con la partnership con la scuola InCibum di Alta Formazione Gastromica, sono diverse  le attività che proponiamo, ma la principale è la formazione dei giovani verso il mondo professionale della ristorazione.

Per quanto riguarda la Sostenibilità, avete un progetto peculiare e come lo comunicate? 

Il nostro Gruppo è green per natura e particolarmente sensibile al tema della sostenibilità. Un esempio: nel 2010 abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico integrato, producendo 1/3 del fabbisogno energetico. In chiave design è nata la linea  “Vasi D’Autore” che esprime l’importanza che poniamo alla sostenibilità. Infatti, una volta gustato il prodotto, il vaso stesso avrà una nuova vita diventando un pratico ed elegante contenitore per conservare ad esempio spezie, zucchero, caffè, penne o matite.

I Vasi D’Autore D’Amico sono giunti quest’anno alla sesta edizione. La Collezione Limited Edition “Vasi D’Autore” 2021 porta la firma del Maestro d’arte contemporanea Umberto Manzo. Il tema di quest’anno è il Lavoro, che viene ripreso dalle quattro capsule del maxi-formato da 700 gr.

Manzo ha disegnato i volti dell’Uomo e della Donna, seguiti dall’Occhio vigile che controlla e guida la Mano nel raccogliere o seminare l’infinita bellezza della natura. Un racconto basato sui valori universali della tradizione, della classicità e della bellezza, che vanno oltre le immagini e generano relazioni tra vista, profumi e sensazioni per donare al consumatore un’esperienza sensoriale e di gusto unica. La Limited Edition dei “Vasi D’Autore” è inoltre la rappresentazione del nostro senso artistico. La nuova collezione comprende quattro referenze: Melanzane, Pomodori Secchi, Carciofi alla Rustica e Olive Dolci Snocciolate di Castelvetrano.

C’è una case history D’Amico rappresentativa di un aspetto peculiare della comunicazione? 

Il verde è il nostro colore identificativo, nasce così infatti il claim “Il Verde che ci unisce” della nostra campagna, concepita con l’obiettivo di comunicare la vicinanza di D’Amico ai diversi target. Infatti, qualunque sia l’età dei consumatori, le loro preferenze di gusto e di momenti di consumo, è il verde D’Amico ad unirli. Con i nostri prodotti, adatti ai vegetariani e che comprendono anche linee biologiche, riusciamo ad unire tutti i gusti, da quelli più tradizionali a quelli più innovativi.

Con questa campagna siamo andati on air sui principali media nazionali dalla radio alla tv con lo spot firmato Ferzan Ozpetek. Ma non solo, abbiamo anche realizzato una campagna outdoor di affissioni nelle grandi città italiane.

Quali sono i canali di comunicazione che privilegiate? Come li usate? 

Il digital è un canale di comunicazione imprescindibile su cui investiamo costantemente. Oltre alle strategie social, che spaziano da attività di real time marketing, al coinvolgimento dei nostri follower, fino alle collaborazioni con blogger e influencer, manterremo in futuro anche una comunicazione sui canali più tradizionali.